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LUCIANO DE NARDI La partenza di un amico Fabio Nesbeda La mattina di domenica 31 gennaio, una grigia mattina del mite ma umido inverno romano, mi ha raggiunto a Roma un messaggio telefonico brevissimo e triste: “Luciano De Nardi ci ha lasciato”. Sapevo della malattia di Luciano, affrontata da un anno e mezzo con coraggio e voglia di vivere, ma non ne prevedevo un esito così rapido, soprattutto perché sapevo che anche negli ultimi tempi egli aveva diretto i suoi cori e aveva speso le sue energie per la riuscita dei concerti natalizi, anche di quello dell’Epifania, ormai una tradizione per la chiesa di Chiarbola e per il Gruppo Vocale e strumentale “Cantaré”.
Possiamo dire che il cammino corale di Luciano De Nardi si sia identificato con questo suo coro, cresciuto nel corso degli anni, seguito con amorevole cura ed entusiasmo, con una carica di comunicazione e di simpatia che egli sapeva trasmettere alle persone che lo circondavano, fossero studenti di scuola nel suo insegnamento della lingua tedesca, fossero cantori piccoli, giovani o adulti. Nel corso di un trentennio ci siamo incontrati tante volte e abbiamo percorso tratti di strada insieme, nelle rassegne USCI, più recentemente nei “Pueri Cantores”, o semplicemente nei concerti e, perché no, con qualche chiacchierata per scambiarci le idee, musicali o anche semplicemente personali, idee di cui Luciano era ricco. “Senti Fabio, abbiamo un concerto, mi manca l’organista, chissà se tu…”: come dire di no, la richiesta era posta in maniera garbata e simpatica, e la collaborazione riusciva sempre gradita. Luciano De Nardi ha formato generazioni di cantori, ha saputo valorizzare i suoi collaboratori, ha creato un gruppo di persone che hanno visto la musica come un approfondimento dei rapporti umani e della solidarietà, anche tra fasce d’età diverse, senza per questo rinunciare alla qualità, alla formazione vocale, al rigore tecnico e critico. Ne sono una prova le affermazioni nelle rassegne e nei concorsi, i numerosi concerti nel corso di oltre trent’anni di attività, insieme allo spirito di collaborazione fra le varie sezioni del gruppo, che si moltiplicavano via via con il crescere d’età dei cantori e con l’arrivo di nuove voci, più giovani. In mezzo a tutti, motore di tutte le iniziative, trovavamo lui, Luciano. Proprio questo di lui dobbiamo ricordare, una presenza che ha saputo far crescere la coralità a Trieste, e ha saputo trasmettere a quanti si sono formati con lui il suo entusiasmo per la musica e per i valori dell’amicizia. Grazie, Luciano… |


